L’esperienza Erasmus+ vissuta dai docenti del Polo Messapia a Mersin è stata un viaggio intenso, fatto di incontri, scoperte e formazione condivisa. Due gruppi si sono alternati in questa avventura, portando ciascuno una sensibilità diversa ma ritrovandosi nello stesso desiderio di crescere, imparare e costruire ponti con una realtà educativa e culturale lontana solo sulla carta.

Il primo gruppo ha iniziato il percorso immergendosi nel cuore dell’innovazione didattica insieme ai colleghi turchi. Le giornate sono state scandite da workshop dedicati all’intelligenza artificiale, alle piattaforme digitali e alle nuove metodologie che stanno cambiando il modo di pensare la scuola. I docenti hanno lavorato fianco a fianco con i partner locali, confrontandosi sui diversi sistemi scolastici, scambiando pratiche, sperimentando strumenti digitali e riflettendo sulle competenze che una scuola moderna deve coltivare. Accanto alla formazione, non sono mancati momenti culturali intensi: Tarsus, le moschee della regione, il Pozzo di San Paolo e gli antichi siti archeologici hanno raccontato loro la storia stratificata di questa terra di incontri.

Il secondo gruppo ha proseguito il cammino con lo stesso entusiasmo, intrecciando attività formative e scoperte culturali. Anche loro hanno partecipato a lezioni e laboratori dedicati all’intelligenza artificiale, alle competenze socio-emotive e alle metodologie didattiche innovative, trovando nei colleghi turchi una grande disponibilità, attenzione e cura. Le loro giornate, però, sono state arricchite anche da momenti immersivi nella natura e nella storia della regione. La visita alle grotte di Cennet e Cehennem, chiamate non a caso “Paradiso” e “Inferno”, ha lasciato tutti senza parole: una scalinata di 450 gradini conduce a una cavità immensa che custodisce una piccola cappella antica, mentre l’abisso dell’“Inferno” si osserva soltanto dall’alto, con un misto di rispetto e stupore. Nel pomeriggio, il gruppo ha raggiunto il Kızkalesi, il castello che emerge dal mare su un isolotto a pochi minuti di barca dalla costa: una visione quasi fiabesca, resa ancora più suggestiva dalla sua storia intrecciata con leggende e tradizioni locali.

Quando anche il secondo gruppo ha concluso la sua esperienza, è stato naturale riconoscere quanto queste settimane a Mersin abbiano trasformato il nostro modo di guardare alla scuola. I due percorsi, pur distinti, si sono uniti in una sola crescita collettiva: nuovi strumenti da portare nelle classi, nuove relazioni internazionali da coltivare, nuove idee per future progettazioni Erasmus. E insieme a tutto questo, il ricordo di una terra ospitale, di colleghi generosi e appassionati, di paesaggi e storie che hanno accompagnato ogni passo del nostro cammino.

L’Erasmus+ non è stato soltanto un viaggio, ma un’esperienza che continuerà a vivere nel nostro lavoro quotidiano, nei rapporti costruiti e nelle opportunità che nasceranno da questi giorni condivisi. Un viaggio che ci ha mostrato ancora una volta quanto la scuola, quando si apre al mondo, diventa davvero un luogo di incontro, crescita e futuro.